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La persecuzione alle streghe, stregoni e maghi iniziò intorno al XIII secolo, quando nella società fecero la loro comparsa teorie al pari di quella di Tommaso d'Aquino, il quale postulò che ogni tipo di magia necessitasse di un patto col diavolo, da suggellare con un atto carnale. Ciò diede inizio agli atti di sterminio compiuti dall'inquisizione. Ma questi sarebbero potuti rimanere contenuti se, alla fine del XV secolo, Papa Innocenzo VIII non avesse concesso a due domenicani di redigere e pubblicare il famoso Malleus Maleficarum, la cui pubblicazione segnò il destino di centinaia di presunte streghe e stregoni. Nessuno era al sicuro dall'inquisizione, e qualsiasi vicino invidioso poteva accusare un altro di aver volato su di una scopa oppure di essersi recato ad un Sabba, oppure aver fatto ammalare un animale con lo sguardo. Soltanto nel XVIII secolo che si mossero i primi meccanismi che avrebbero fermato questa mattanza, che però continuò fino al 1775, data di morte dell'ultima "strega". Anche se processi di streghe o presunte tali non si fermarono fino al XIX secolo essi solitamente non portavano alla morte del colpevole. Fino ancora al XX secolo, in molti paesi, vi è ancora chi crede nelle streghe. |